La storia del Palazzo Pierret

Palazzo Pierret è uno degli edifici storici più famosi di Roma. Dichiarato dal Ministero dei Beni Culturali patrimonio nazionale di altissimo valore artistico e storico, esso si estende da Piazza di Spagna, dove è situato il frontale del Palazzo adiacente alla meravigliosa Fontana della Barcaccia disegnata da Gian Lorenzo Bernini, fino alla piazza di Trinità dei Monti, fiancheggiando sul lato sinistro la stupenda Scalinata progettata agli inizi del 1700 su incarico del governo francese da Francesco De Sanctis, uno dei più insigni architetti dell'epoca.

A buon diritto può essere considerato uno degli edifici storici più importanti del mondo. Si hanno notizie storiografiche di Palazzo Pierret a partire dalla fine del XVI secolo. Le mappe silografiche della fine del '500, i dipinti e le incisioni d'epoca che hanno come soggetto le pendici di Trinità dei Monti, divenuto luogo di singolare bellezza dopo l'inaugurazione dell'omonima Chiesa avvenuta nel 1585, ritraggono con notevole esattezza le forme e la consistenza estetica del già esistente palazzetto signorile.

Durante il secolo seguente tutta l'area acquista fama ed importanza internazionale, divenendo uno dei luoghi più frequentati e piacevoli della città e, nel 1647, sede dell'Ambasciata di Spagna che dà il nuovo nome alla piazza.
Nel 1726, anno in cui viene edificata, sui disegni di De Sanctis, la superba Scalinata di Trinità dei Monti, l'edificio subisce una prima consistente trasformazione e viene uniformato, insieme a quelli attigui, alle nuove tipologie borghesi e alle esigenze decorative del monumento. Esso perde, quindi, le caratteristiche di palazzetto signorile cinquecentesco a due piani ed assume una conformazione più moderna che rimarrà praticamente invariata fino alla prima metà dell'800.

Proprio in quel periodo Ernesto Pierret, che lega il proprio nome al Palazzo, come è riportato nella targa in marmo apposta sulla facciata principale, rileva la proprietà del Palazzo fino ad allora appartenente alla famiglia dei Vescovali. Insigne cesellatore francese, il Pierret, trasferitosi poco prima della metà del secolo da Parigi a Roma, punta ad installare la sua attività e la sua residenza in una zona in cui artisti, scrittori, personaggi del mondo della cultura francese erano già di casa. Dopo essersi sposato con Virginia Crespi, figlia di un noto avvocato pontificio, acquista lo stabile dove sviluppa la sua creatività acquistando in breve tempo una fama internazionale.

I suoi committenti erano, infatti, gli esponenti della nobiltà e dell'alta borghesia italiana ed europea. In questi anni procede alle modifiche di ampliamento con l'aggiunta del quarto piano e del terrazzo panoramico ed all'abbellimento e alla nobilitazione dell'edificio. Il Palazzo acquista forme accademiche di tipo neoclassico pur lasciando invariati gli elementi basilari della precedente composizione. Una ristrutturazione che nobiliterà e aggiornerà le fattezze estetiche del Palazzo rimasto da allora invariato.

Grazie ad un recentissimo e delicato restauro delle facciate, il Palazzo è ritornato ad assumere l'aspetto ed i colori di un tempo.
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